{"id":738,"date":"2020-06-16T14:24:00","date_gmt":"2020-06-16T14:24:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/?page_id=738"},"modified":"2025-04-28T09:56:47","modified_gmt":"2025-04-28T09:56:47","slug":"tartaruga-russa-testudo-horsfieldii","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/?page_id=738","title":{"rendered":"Tartaruga russa: Testudo horsfieldii"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Regno:&nbsp;<em>Animalia<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Phylum:&nbsp;<em>Chordata<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Classe:&nbsp;<em>Reptilia<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Ordine:&nbsp;<em>Testudines<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Sottordine:&nbsp;<em>Cryptodyra<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Superfamiglia:&nbsp;<em>Testudinidae<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Genere:&nbsp;<em>Testudo<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Specie:&nbsp;<em>T. horsfieldii<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa tartaruga \u00e8 originaria dell&#8217;est Europa, in un&#8217;area che va dalla zona sud orientale del Mar Caspio alla Cina occidentale.<br>Il loro habitat naturale \u00e8 costituito da zone aride e rocciose, vicino a corsi d&#8217;acqua dove la vegetazione \u00e8 pi\u00f9 rigogliosa.&nbsp;<br>Esistono varie sosttospecie (<em>horsfieldii<\/em>,&nbsp;<em>baluchiorum, kazakhstanica, kuznetzovi, terbishi, rustamovi)&nbsp;<\/em>a seconda dell&#8217;area geografica occupata, che vivono in ambienti diversi, dalla steppa sabbiosa alle aree montagnose (fino a 2500mt).&nbsp;<br>Per sfuggire alle temperature esterne che di notte scendono anche di decine di gradi, queste tartarughe hanno l&#8217;abitudine di scavare gallerie (lunghe anche un paio di metri) o di occupare le tane abbandonate da altri animali. Le sottospecie che occupano le aree pi\u00f9 a nord hanno un letargo di diversi mesi all&#8217;anno, quelle pi\u00f9 meridionali al contrario possono subire l&#8217;estivazione (inattivit\u00e0 estiva a causa dei climi troppo caldi).<br>Questa specie \u00e8 di piccole dimensioni, circa 15cm nei maschi e fino a 20 cm per le femmine, il loro carapace \u00e8 tondeggiante e schiacciato dorsoventralmente, con un solo scuto sopracaudale.<br>La colorazione di fondo \u00e8 giallo ocra o marrone chiaro, con macchie nere o marrone scuro al centro di ogni scuto, a seconda della sottospecie; il piastrone \u00e8 bruno o nero.<br>La coda \u00e8 dotata di astuccio corneo, e ai lati presenta dei tubercoli che sono di dimensioni maggiori nei maschi; ha quattro dita per ogni arto, con unghie forti adatte allo scavo.<br>I maschi sono pi\u00f9 piccoli, la loro coda \u00e8 di solito pi\u00f9 lunga ed il piastrone \u00e8 concavo; gli scuti anali presentano un angolo pi\u00f9 aperto, e lo scuto sopracaudale \u00e8 pi\u00f9 chiuso a proteggere la coda.<br>Le femmine sono pi\u00f9 grandi, con apertura cloacale pi\u00f9 vicina al piastrone, gli scuti anali hanno un angolo pi\u00f9 acuto e lo scuto sopracaudale \u00e8 pi\u00f9 sollevato in modo da permettere il passaggio delle uova.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gestione in cattivit\u00e0 &#8211; Aperto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per questa specie \u00e8 fondamentale garantire condizioni climatiche adeguate, pi\u00f9 simili possibile all&#8217;habitat di origine, arido e asciutto.<br>Per la loro gestione vengono creati dei recinti pi\u00f9 o meno ampi a seconda del numero di animali ospitati (almeno 10 volte la lunghezza del carapace della tartaruga), su terreno soleggiato, asciutto e che eviti ristagni idrici; dovr\u00e0 essere evitato il fondo erboso\/terroso, a favore di terreni di terra battuta o sabbia; cespugli o piante striscianti garantiranno le zone d&#8217;ombra necessarie.<br>La recinzione dovr\u00e0 essere liscia, per impedire loro di arrampicarsi, uniforme (senza spazi fra un paletto e l&#8217;altro) e alta almeno 50cm perch\u00e9 sono abili arrampicatrici. Risulta difficile evitare fughe, perch\u00e8 queste tartarughe oltre ad essere scalatrici scavano gallerie profonde anche due metri, ma pu\u00f2 essere d&#8217;aiuto interrare la recinzione di almeno 50-60cm.<br>Come per tutte le testuggine \u00e8 fondamentale impedire l&#8217;ingresso di eventuali predatori (come ad esempio i cani), ed in caso di animali molto piccoli si consiglia di prestare attenzione anche ai corvi ed alle cornacchie, che possono cercare di cibarsene.<br>In questi recinti andranno sistemati uno o pi\u00f9 rifugi dove possano ripararsi di notte o in caso di maltempo, adeguatamente coibentati (ad esempio con paglia) e rialzati in modo da sfuggire ai ristagni d&#8217;acqua.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gestione in cattivit\u00e0 \u2013 in casa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Considerati i bisogni di muoversi ed esplorare, le caratteristiche alimentari ed il fabbisogno di sole diretto, queste tartarughe non sono adatte alla gestione unicamente in terrario.<br>In caso di necessit\u00e0 (per problemi di salute) bisogna fornire un terrario di notevoli dimensioni, con substrato drenante profondo almeno 30cm, che mantenga le caratteristiche climatiche idonee.<br>Dovr\u00e0 essere dotato di lampada UVB 10%, lampada riscaldante per mantenere una temperatura diurna di 30-32\u00b0 con un&#8217;escursione termica notturna che porti ad una temperatura di 18-20\u00b0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alimentazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Queste tartarughe sono strettamente erbivore, e trovano il loro nutrimento nelle erbe di campo quali tarassaco, piantaggine, trifoglio, fiori vari ecc. che consumano essiccate per gran parte dell&#8217;anno.<br>In cattivit\u00e0 \u00e8 bene fornire erbe di campo, che nella stagione estiva devono essere fornite essiccate (si pu\u00f2 fornire anche fieno di prato misto).<br>La verdura acquistata e la frutta devono rappresentare solo un&#8217;integrazione, che non superi in totale il 10% della dieta; si possono fornire cicoria, radicchio, indivia, scarola, rucola o altre verdure a foglia ricche di fibra, e fra la frutta mela, pera, anguria, albicocche, fragole, lamponi e more.<br>Si consiglia di lasciare sempre a disposizione dell&#8217;osso di seppia, o di integrare con del carbonato di calcio una volta a settimana.<br>Alimenti controindicati:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>alimenti di origine animale<\/li>\n\n\n\n<li>latticini<\/li>\n\n\n\n<li>carboidrati (cereali, pane, pasta)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Nonostante la provenienza da climi aridi, si consiglia di lasciare un recipiente basso con acqua sempre fresca e pulita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Letargo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In natura&nbsp;<em>T. horsfieldii&nbsp;<\/em>effettua il letargo anche per diversi mesi all&#8217;anno, ed alcune sottospecie vanno incontro anche all&#8217;estivazione.<br>Queste strategea sono molto importanti, in quanto permettono all&#8217;animale di passare al riparo le stagioni meno favorevoli in cui, essendo un erbivoro a sangue freddo, faticherebbe a trovare sia il nutrimento che il calore necessario per digerirlo oppure, al contrario, riceverebbe troppo calore non riuscendo a disperderlo.<br>Gradualmente con il calare delle temperature e delle ore di luce, le tartarughe smettono di mangiare e rallentano il metabolismo fino ad arrivare ad una sorta di torpore cosciente in cui il dispendio energetico \u00e8 minimo; ovviamente in questa condizione non sono reattive, e vanno protette da predatori (fra cui cani e topi) e messe al riparo il pi\u00f9 possibile.<br>Il letargo pu\u00f2 essere effettuato all&#8217;aperto o al chiuso; nel primo caso gli animali scelgono sia il momento che il luogo in cui riposare, e pur essendo la scelta pi\u00f9 naturale non permette di avere il controllo dell&#8217;animale in caso di condizioni climatiche estreme o predatori.<br>Per il letargo al chiuso si utilizzano scatole di dimensioni adeguate in materiali vari (di solito legno o plastica), imbottite di paglia, foglie secche o carta; il coperchio pu\u00f2 essere dello stesso materiale (con spazi adeguati al passaggio dell&#8217;aria) o in rete metallica.<br>Questi contenitori ed il loro ospite andranno sistemati in ambienti riparati ed a temperatura controllata (ideale 4-10\u00b0) come garage o cantine; \u00e8 molto importante che la temperatura non salga sopra i 12-15\u00b0, perch\u00e8 il metabolismo dell&#8217;animale potrebbe riattivarsi e le riserve di grasso non sarebbero sufficienti al sostentamento.<br>Al risveglio del letargo, \u00e8 importante fornire agli animali acqua per idratarsi e cibo \u201clight\u201d come semplice erba per la ripresa alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Legislazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>T. horsfieldii&nbsp;<\/em>\u00e8 inserita in Appendice II CITES, allegato B del Reg. 1332\/2005 della Comunit\u00e0 Europea.<br>Per questo motivo tutti gli animali di propriet\u00e0 devono essere in possesso della documentazione legale che ne attesti la provenienza.<br>Controlli Veterinari<br>Questi animali sono di norma molto rustici, e raramente hanno problemi di salute se ben gestite.&nbsp;<br>I momenti pi\u00f9 critici sono sicuramente le fasi pre e post letargo; prima che le tartarughe affrontino l&#8217;inverno, \u00e8 bene assicurarsi che tutti gli animali stiano bene, poich\u00e9 animali non in salute avranno meno chance di riuscire a superare il letargo.<br>Al risveglio \u00e8 opportuno controllare che non presentino ferite da morso (molto comune \u00e8 l&#8217;attacco di roditori durante l&#8217;inverno), e che gradualmente ricomincino a bere, mangiare e defecare con regolarit\u00e0.<br>Altri incidenti che si possono verificare e a cui bisogna prestare attenzione sono:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>morsi di cane o animali selvatici<\/li>\n\n\n\n<li>traumi da investimento (automobili o tosaerba)<\/li>\n\n\n\n<li>traumi da accoppiamento o combattimento fra maschi<\/li>\n\n\n\n<li>caduta da balconi o scale<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Questa tartaruga \u00e8 originaria dell&#8217;est Europa, in un&#8217;area che va dalla zona sud orientale del Mar Caspio alla Cina occidentale.Il loro habitat naturale \u00e8 costituito da zone aride e rocciose, vicino a corsi d&#8217;acqua dove la vegetazione \u00e8 pi\u00f9 rigogliosa.&nbsp;Esistono varie sosttospecie (horsfieldii,&nbsp;baluchiorum, kazakhstanica, kuznetzovi, terbishi, rustamovi)&nbsp;a seconda dell&#8217;area geografica occupata, che vivono in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":491,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"class_list":["post-738","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/738","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=738"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/738\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":840,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/738\/revisions\/840"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/491"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=738"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}