{"id":743,"date":"2020-06-16T14:37:39","date_gmt":"2020-06-16T14:37:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/?page_id=743"},"modified":"2025-04-28T09:56:58","modified_gmt":"2025-04-28T09:56:58","slug":"testuggine-greca-testudo-graeca","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/?page_id=743","title":{"rendered":"Testuggine greca: Testudo graeca"},"content":{"rendered":"\n<p>Regno:&nbsp;<em>Animalia<\/em><br>Phylum:&nbsp;<em>Chordata<\/em><br>Classe:&nbsp;<em>Reptilia<\/em><br>Ordine:&nbsp;<em>Testudines<\/em><br>Sottordine:&nbsp;<em>Cryptodyra<\/em><br>Superfamiglia:&nbsp;<em>Testudinidae<\/em><br>Genere:&nbsp;<em>Testudo<\/em><br>Specie:&nbsp;<em>T. graeca<br><\/em>Sottospecie pi\u00f9 comuni in cattivit\u00e0<em>: T. graeca ibera<\/em><em>,&nbsp;<\/em><em>T.graeca graeca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa tartaruga \u00e8 diffusa in nord Africa, Turchia, lungo le coste bulgare e romene del Mar Nero ed in Europa, in cui ha trovato zone di riproduzione in Italia, Grecia e Spagna.<br>Il loro habitat naturale \u00e8 molto variabile, costituito da ambienti semi aridi, con boscaglie e vegetazione verde, altopiani rocciosi, e si estende dalle zone costiere fino ad aree montane (1700-2000mt).<br>Raggiungono dimensioni variabili a seconda della popolazione, in media le&nbsp;<em>T. graeca graeca<\/em>&nbsp;raggiungono i 13cm nei maschi e 18 cm nelle femmina, mentre le&nbsp;<em>T. graeca ibera<\/em>&nbsp;raggiungono dimensioni maggiori, 18cm nel maschio e 20-25cm nella femmina.<br>Il carapace ha forma ovale e allungata, presentano un solo scuto sopracaudale, il margine posteriore \u00e8 pi\u00f9 o meno svasato. Il colore di fondo \u00e8 giallo o marrone chiaro, con aree pigmentate scure pi\u00f9 o meno estese; si \u00e8 notato che animali provenienti da climi montani hanno macchie pi\u00f9 ampie rispetto alle cugine di pianura<br>Ai lati della coda, che non presenta astuccio corneo, presenta due caratteristici tubercoli cornei.<br>Il piastrone \u00e8 giallo o marrone chiaro, con macchie nere che a volte sono estese per tutta la superficie.<br>Il dimorfismo sessuale negli animali adulti \u00e8 abbastanza evidente, i maschi sono pi\u00f9 piccoli ed hanno un piastrone concavo, la loro coda \u00e8 pi\u00f9 lunga e l&#8217;apertura cloacale \u00e8 al di fuori dei margini del carapace. Le femmine sono pi\u00f9 grandi, hanno un piastrone piatto ed una coda pi\u00f9 corta, e l&#8217;angolo degli scuti anali \u00e8 pi\u00f9 acuto rispetto al maschio.<br>Quando sono molto giovani \u00e8 impossibile stabilirne il sesso senza ricorrere ad operazioni come l&#8217;endoscopia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gestione in cattivit\u00e0 &#8211; Aperto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La gestione ottimale di queste tartarughe richiede uno spazio all&#8217;aperto, dove possano avere possibilit\u00e0 di muoversi liberamente, nutrirsi, prendere il sole e al bisogno ripararsi da esso.<br>Il recinto deve essere ampio e robusto, la recinzione dovr\u00e0 essere liscia, per impedire loro di arrampicarsi, uniforme (senza spazi fra un paletto e l&#8217;altro) ed interrata almeno 10-15cm; l&#8217;altezza varia in base alle dimensioni delle tartarughe, ma deve essere sufficiente ad impedire l&#8217;ingresso di eventuali predatori (come ad esempio i cani). In caso di animali molto piccoli si consiglia di prestare attenzione anche ai corvi ed alle cornacchie, che possono cercare di cibarsene.<br>Il recinto deve contenere aree di prato dove possano pascolare e nutrirsi delle erbe di campo che costituiscono gran parte della loro alimentazione; non devono mancare aree che si mantengano asciutte, poich\u00e9 questa tartaruga non ama i ristagni di umidit\u00e0, ripari e cespugli che forniscano ombra.<br>Andranno sistemati uno o pi\u00f9 rifugi dove possano ripararsi di notte o in caso di maltempo, adeguatamente coibentati (ad esempio con paglia) e rialzati in modo da sfuggire ai ristagni d&#8217;acqua.<br>Nel periodo riproduttivo \u00e8 importante separare i maschi dalle femmine, soprattutto se in coppia (il rapporto ideale maschi femmine \u00e8 di 1:3), perch\u00e9 i continui accoppiamenti ed il corteggiamento serrato possono creare lesioni al carapace e portare a nefaste conseguenze per la femmina. I maschi sono estremamente territoriali ed aggressivi con gli altri maschi, motivo per cui andranno separati in diversi recinti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gestione in cattivit\u00e0 \u2013 in casa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Considerati i bisogni di muoversi ed esplorare, le caratteristiche alimentari ed il fabbisogno di sole diretto, queste tartarughe non sono adatte alla gestione unicamente in terrario.<br>Per periodi di tempo limitati si possono gestire in ambienti di dimensioni adeguate, quali terrari in vetro, legno o in piccoli box.<br>Il fondo deve essere di materiale atossico e deve essere cambiato spesso per evitare accumulo di sporcizia.<br>L&#8217;alimento fresco pu\u00f2 essere fornito in piatti piani (es. sottovasi) e deve essere cambiato quotidianamente per evitare fermentazioni e marcescenza; una volta a settimana pu\u00f2 essere indicato mischiare le verdure con carbonato di calcio.<br>Le temperature devono rispecchiare quelle dell&#8217;areale di origine, e possono essere mantenute con apposite lampade riscaldanti.<br>Fondamentale ricordare che in caso di gestione casalinga risulta indispensabile l&#8217;integrazione di raggi UVB, per garantire il corretto metabolismo del calcio e la crescita ottimale dell&#8217;animale.<br>Esistono molti tipi di lampade in commercio, si consigliano lampade UVB ai vapori di mercurio, o lampade UVB compatte al 5%, che devono essere posizionate ad una distanza corretta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alimentazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Queste tartarughe sono strettamente erbivore, e trovano il loro nutrimento nelle erbe di campo quali tarassaco, piantaggine, trifoglio, fiori vari ecc. , insomma quello che riescono reperire nel loro habitat naturale.<br>In cattivit\u00e0 \u00e8 bene fornire ampie aree di pascolo con prato \u201cmisto\u201d, nelle quali la tartaruga possa scegliere autonomamente di cosa nutrirsi; se si ha la possibilit\u00e0 \u00e8 bene variare spesso i tipi di erbe fornite, e di tanto in tanto fornirne una quantit\u00e0 essiccata al sole per aumentare l&#8217;ingestione di fibre.<br>La verdura acquistata deve rappresentare solo un&#8217;integrazione, ed unicamente se la tartaruga non ha a disposizione adeguate quantit\u00e0 di erba; si possono fornire cicoria, radicchio, indivia, scarola, rucola o altre verdure a foglia ricche di fibra; possono essere forniti anche cavolo, peperoni, zucchine, tagliate a pezzi di dimensioni adeguate alla grandezza dell&#8217;animale.<br>Una volta a settimana \u00e8 consigliabile integrare il cibo con carbonato di calcio, mischiandolo alla verdura tagliata a pezzi in una ciotola.<br>La frutta deve essere somministrata con molta attenzione, perch\u00e8 molto ricca di zuccheri, e se somministrata in quantit\u00e0 eccessive (oltre il 10% della dieta) pu\u00f2 dare gravi conseguenze a livello intestinale. Alcuni frutti forniti sono; mele, pere, fichi, melone, fragole e ciliegie, mentre sono controindicati agrumi, kiwi e banane.&nbsp;<br><br>Alimenti controindicati:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>alimenti di origine animale<\/li>\n\n\n\n<li>latticini<\/li>\n\n\n\n<li>carboidrati (cereali, pane, pasta)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Devono essere sempre presenti uno o pi\u00f9 recipienti di acqua fresca e pulita, dove possano bere o sostare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Letargo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le varie sottospecie di&nbsp;<em>T. graeca<\/em>, a seconda della latitudine in cui vivono, effettuano letarghi pi\u00f9 o meno lunghi.<br>Questa strategia \u00e8 molto importante, in quanto permette all&#8217;animale di passare al riparo le stagioni meno favorevoli in cui, essendo un erbivoro a sangue freddo, faticherebbe a trovare sia il nutrimento che il calore necessario per digerirlo.<br>Gradualmente con il calare delle temperature e delle ore di luce, le tartarughe smettono di mangiare e rallentano il metabolismo fino ad arrivare ad una sorta di torpore cosciente in cui il dispendio energetico \u00e8 minimo; ovviamente in questa condizione non sono reattive, e vanno protette da predatori (fra cui cani e topi) e messe al riparo il pi\u00f9 possibile.<br>Il letargo pu\u00f2 essere effettuato all&#8217;aperto o al chiuso; nel primo caso gli animali scelgono sia il momento che il luogo in cui riposare, e pur essendo la scelta pi\u00f9 naturale non permette di avere il controllo dell&#8217;animale in caso di condizioni climatiche estreme o predatori.<br>Per il letargo al chiuso si utilizzano scatole di dimensioni adeguate in materiali vari (di solito legno o plastica), imbottite di paglia, foglie secche o carta; il coperchio pu\u00f2 essere dello stesso materiale (con spazi adeguati al passaggio dell&#8217;aria) o in rete metallica.<br>Questi contenitori ed il loro ospite andranno sistemati in ambienti riparati ed a temperatura controllata (ideale 4-10\u00b0) come garage o cantine; \u00e8 molto importante che la temperatura non salga sopra i 12-15\u00b0, perch\u00e8 il metabolismo dell&#8217;animale potrebbe riattivarsi e le riserve di grasso non sarebbero sufficienti al sostentamento.<br>Al risveglio del letargo, \u00e8 importante fornire agli animali acqua per idratarsi e cibo \u201clight\u201d come semplice erba per la ripresa alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Legislazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>T. graeca<\/em>&nbsp;\u00e8 inserita in Appendice II CITES, allegato A del Reg. 1332\/2005 della Comunit\u00e0 Europea.<br>Per questo motivo tutti gli animali di propriet\u00e0 devono essere marchiati mediante microchip, e devono essere in possesso della documentazione legale che ne attesti la provenienza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Controlli Veterinari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questi animali sono di norma molto rustici, e raramente hanno problemi di salute se ben gestite.&nbsp;<br>I momenti pi\u00f9 critici sono sicuramente le fasi pre e post letargo; prima che le tartarughe affrontino l&#8217;inverno, \u00e8 bene assicurarsi che tutti gli animali stiano bene, poich\u00e9 animali non in salute avranno meno chance di riuscire a superare il letargo.<br>Al risveglio \u00e8 opportuno controllare che non presentino ferite da morso (molto comune \u00e8 l&#8217;attacco di roditori durante l&#8217;inverno), e che gradualmente ricomincino a bere, mangiare e defecare con regolarit\u00e0.<br>Altri incidenti che si possono verificare e a cui bisogna prestare attenzione sono:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>morsi di cane o animali selvatici<\/li>\n\n\n\n<li>traumi da investimento (automobili o tosaerba)<\/li>\n\n\n\n<li>traumi da accoppiamento o combattimento fra maschi<\/li>\n\n\n\n<li>caduta da balconi o scale<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regno:&nbsp;AnimaliaPhylum:&nbsp;ChordataClasse:&nbsp;ReptiliaOrdine:&nbsp;TestudinesSottordine:&nbsp;CryptodyraSuperfamiglia:&nbsp;TestudinidaeGenere:&nbsp;TestudoSpecie:&nbsp;T. graecaSottospecie pi\u00f9 comuni in cattivit\u00e0: T. graeca ibera,&nbsp;T.graeca graeca Introduzione Questa tartaruga \u00e8 diffusa in nord Africa, Turchia, lungo le coste bulgare e romene del Mar Nero ed in Europa, in cui ha trovato zone di riproduzione in Italia, Grecia e Spagna.Il loro habitat naturale \u00e8 molto variabile, costituito da ambienti semi aridi, con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":491,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"class_list":["post-743","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/743","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=743"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/743\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":841,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/743\/revisions\/841"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/491"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}