{"id":762,"date":"2020-10-15T15:06:22","date_gmt":"2020-10-15T15:06:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/?p=762"},"modified":"2020-10-15T15:15:28","modified_gmt":"2020-10-15T15:15:28","slug":"criptosporidiosi-nei-rettili","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/?p=762","title":{"rendered":"Criptosporidiosi nei rettili"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Considerazioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La criptosporidiosi \u00e8 senza dubbio una malattia molto grave e che non deve essere presa sotto gamba, ma troppo spesso fra gli appassionati di rettili viene citata a sproposito o additata come colpevole di condizioni al contrario reversibili.<br>Il primo passo \u00e8 sempre comprare da allevatori affidabili e con cui sia possibile instaurare un dialogo anche dopo l&#8217;acquisto; importante cercare di evitare animali di cattura (WC) perch\u00e8 proprio questi possono essere veicolo di numerose malattie o parassiti, fra cui anche Cryptosporidium.<br>Una buona quarantena rappresenta la base per evitare di introdurre nel proprio allevamento (o nella propria casa) la maggior parte delle malattie infettive e parassitarie, e nei rettili pu\u00f2 avere una durata ben pi\u00f9 lunga dei canonici 40 giorni a cui siamo abituati.&nbsp;<br>Avere un confronto con un veterinario esperto in rettili prima degli acquisti rappresenta un valido punta di partenza per evitare spiacevoli inconvenienti.<\/p>\n\n\n\n<p>In caso di dubbi o sospetti \u00e8 fondamentale&nbsp;<em>FARE DIAGNOSI<\/em><em>&nbsp;(e&nbsp;<\/em>non basarsi sui soli sintomi) prima di prendere decisioni avventate.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"995\" src=\"http:\/\/www.vetbardolino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/fig1-1024x995.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-767\" srcset=\"http:\/\/www.vetbardolino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/fig1-1024x995.jpg 1024w, http:\/\/www.vetbardolino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/fig1-300x292.jpg 300w, http:\/\/www.vetbardolino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/fig1-768x746.jpg 768w, http:\/\/www.vetbardolino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/fig1.jpg 1031w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Ciclo di C. parvum tratto da http:\/\/eukaryoticmicrobe.blogspot.com\/2012\/12\/cryptosporidium-essay.html<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Conosciamo il nemico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le infezioni da&nbsp;<em>Cryptosporidium,&nbsp;<\/em>un protozoo appartenente al Phylum&nbsp;<em>Apicomplexa<\/em>,&nbsp;sono state riportate in almeno 57 specie diverse di rettili.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo, a differenza di altri animali in cui le infezioni da&nbsp;<em>Cryptosporidium<\/em>&nbsp;sono autolimitanti nel tempo, nei rettili esitano spesso in patologie debilitanti, croniche e spesso letali.<br>Per questo motivo nell&#8217;ambito dell&#8217;allevamento amatoriale di rettili, Cryptosporidium \u00e8 stato sempre visto come una \u201cbestia nera\u201d sulla quale occorre per\u00f2 fare un po&#8217; di chiarezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei rettili \u201cdomestici\u201d si riconosce l&#8217;implicazione di due specie in particolare:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><em>C. serpentis&nbsp;<\/em>(colpisce soprattutto serpenti, ha oocisti pi\u00f9 grandi e sede prevalentemente gastrica)<\/li><li><em>C. varanii&nbsp;<\/em>sin.&nbsp;<em>C. saurophilum&nbsp;<\/em>(colpisce sauri, ha oocisti pi\u00f9 piccole e sede intestinale)<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Altre specie sono state descritte, come&nbsp;<em>C. muris<\/em>,&nbsp;<em>C. parvum<\/em>,&nbsp;<em>C. parvum genotipo ratto&nbsp;<\/em>(sin.&nbsp;<em>C. tyzzeri<\/em>), ma queste oocisti potrebbero derivare dall&#8217;intestino delle prede ingerite.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sintomatologia e trasmissione del parassita<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I segni clinici variano a seconda dell&#8217;organo colpito, e la gravit\u00e0 dipende da vari fattori fra cui l&#8217;immunocompetenza dell&#8217;ospite.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso di infestazioni gastriche, il sintomo pi\u00f9 comune \u00e8 il vomito (o il rigurgito) causato dall&#8217;incapacit\u00e0 di digerire le prede, con conseguente perdita di peso progressiva.&nbsp;<br>Questa incapacit\u00e0 digestiva \u00e8 data dall&#8217;inspessimento delle pliche gastriche e dalla riduzione della motilit\u00e0, che causano spesso gonfiori palpabili nella regione gastrica dei serpenti infetti, e vomito o rigurgito 3-5 giorni dopo il pasto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso di infestazioni intestinali, il sintomo pi\u00f9 evidente \u00e8 di solito la diarrea persistente, accompagnata da anoressia, perdita di peso e scadimento rapido delle condizioni corporee.&nbsp;<br>Nei gechi leopardini o nei fat tail si definisce \u201cstick tail disease\u201d perch\u00e8 un tratto caratteristico \u00e8 la coda (di solito riserva di grasso) ridotta a pelle e ossa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vetbardolino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/OpenVetJ-6-98-g001.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-763\" width=\"369\" height=\"245\"\/><figcaption>Immagine tratta da fonte 2; trio di gechi leopardini infestati da <em>Cryptosporidium<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La trasmissione del parassita \u00e8 di solito oro-fecale, ed avviene attravarso le oocisti.<br>Le oocisti sono strutture molto resistenti, che possono resistere nell&#8217;ambiente (e anche a molti disinfettanti) per anni e che, una volta ingerite da un altro rettile, si schiudono dando origine all&#8217;infestazione.<br>Le cellule gastriche o enteriche colpite si gonfiano e perdono gradualmente la capacit\u00e0 di digerire il cibo, dando origine alla sintomatologia clinica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fattori predisponenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come si pu\u00f2 intuire da quanto sopra, le probabilit\u00e0 di contrarre il parassita aumentano esponenzialmente in condizioni di allevamento non ottimali (scarse condizioni igieniche, sbalzi di temperatura, sovraffollamento o altre fonti di stress) e in caso di errori nella quarantena dei nuovi arrivi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Diagnosi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La diagnosi rappresenta un nodo cruciale nell&#8217;identificazione del problema, essendo i segni clinici non patognomonici.<br>A seguito di una visita clinica e della raccolta dell&#8217;anamnesi, possono essere richiesti esami differenti a seconda della sintomatologia presentata dall&#8217;animale, che possono inclurere radiografie, esami del sangue, gastroscopia con eventuale prelievo bioptico, ed esami delle feci.<br>La diagnosi definitiva viene eseguita attraverso un esame delle feci con una colorazione particolare, o tramite ricerca del DNA del parassita mediante PCR.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vetbardolino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/OpenVetJ-6-98-g002.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-764\" width=\"363\" height=\"314\" srcset=\"http:\/\/www.vetbardolino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/OpenVetJ-6-98-g002.jpg 475w, http:\/\/www.vetbardolino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/OpenVetJ-6-98-g002-300x260.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/><figcaption>Immagine tratta da fonte 2; oocisti compatibili con C. varani in striscio fecale colorato con Ziehl-Nielsen modificata<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Trattamento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una volta eseguita la diagnosi di criptosporidiosi, si valutano le opzioni di trattamento.&nbsp;<br>Purtroppo ad oggi il <em>Cryptosporidium<\/em> \u00e8 difficile da trattare e altamente infettivo per altri rettili, perci\u00f2 le scelte sono sempre legate al numero di animali coinvolti ed alle loro condizioni corporee.<br>Sono disponibili terapie di supporto e terapie farmacologiche che possono rallentare la replicazione del parassita, ma ad oggi non si conosce una cura efficace che debelli il parassita.<\/p>\n\n\n\n<p>BIBLIOGRAFIA<\/p>\n\n\n\n<p>1)&#8221; Genetic diversity of&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC348785\/\"><em>Cryptosporidium&nbsp;<\/em>spp. in Captive Reptiles<\/a>&#8220;<br>Lihua Xiao, Una M. Ryan, Thaddeus K. Graczyk, Josef Limor, Lixia Li, Mark Kombert, Randy Junge, Irshad M. Sulaiman, Ling Zhou, Michael J. Arrowood, B\u0159etislav Koudela, David Modr\u00fd, Altaf A. Lal Appl Environ Microbiol. 2004 Feb; 70(2): 891\u2013899. doi:10.1128\/AEM.70.2.891-899.2004<\/p>\n\n\n\n<p>2) &#8220;Cryptosporidium varanii infection in leopard geckos (Eublepharis macularius) in Argentina&#8221;<br>A. Dellarupe, J.M. Unzaga, G. Mor\u00e9, M. Kienast, A. Larsen, C. Stiebel, M. Rambeaud, M.C. Venturini Open Vet J. 2016; 6(2): 98\u2013101. Published online 2016 Jun 28. doi: 10.4314\/ovj.v6i2.5<\/p>\n\n\n\n<p>3)&#8221;Prevalence of cryptosporidium infection and characteristics of oocyst shedding in a breeding colony of leopard geckos (<em>Eublepharis macularius<\/em>)&#8221; Deming C, Greiner E, Uhl E.W. J. Zoo Wildl. Med. 2008;39:600\u2013607.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Considerazioni La criptosporidiosi \u00e8 senza dubbio una malattia molto grave e che non deve essere presa sotto gamba, ma troppo spesso fra gli appassionati di rettili viene citata a sproposito o additata come colpevole di condizioni al contrario reversibili.Il primo passo \u00e8 sempre comprare da allevatori affidabili e con cui sia possibile instaurare un dialogo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-762","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/762","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=762"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/762\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":769,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/762\/revisions\/769"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=762"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=762"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=762"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}