{"id":578,"date":"2020-06-13T14:05:18","date_gmt":"2020-06-13T14:05:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vetbardolino.it\/?page_id=578"},"modified":"2025-04-28T09:52:46","modified_gmt":"2025-04-28T09:52:46","slug":"degu-del-cile","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.vetbardolino.it\/?page_id=578","title":{"rendered":"Degu del Cile"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Classe Mammalia&nbsp;<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ordine: Rodentia<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Sottordine: Hystricomorpha<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Famiglia: Octodontidae&nbsp;<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Genere: Octodon<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Specie: O. degus<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Vita Media: 9-10 anni<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Peso: 170-200g femmine, 300-350g maschi<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il degu \u00e8 un roditore diurno originario dell\u2019America latina; come dice il suo nome, si trova nelle montagne boscose delle Ande cilene, arrivando a colonizzarle anche ad alta quota; la sua presenza \u00e8 segnalata sia nelle aree subtropicali del nord che nelle zone pi\u00f9 remote e fredde del sud, passando per le aree temperate del centro.<br>In natura presenta dei comportamenti che ricordano le abitudini dei conigli, con tane sotterranee molto articolate, isolate dal freddo tramite foglie, paglia e rami, e con varie stanze adibite a riposo, magazzino per il cibo, e stanze \u201csporche\u201d per le deiezioni; come le conigliere, hanno diverse entrate ed uscite, in modo da evitare agguati di predatori.<br>I degu non vanno in letargo, nemmeno nelle aree pi\u00f9 fredde vicino alla terra del fuoco, per cui (come i cugini scoiattoli), si prodigano per riempire la tana di cibo in vista della stagione fredda.<br>Come la cavia, \u00e8 un animale sociale, forma colonie molto numerose che collaborano nella costruzione, mantenimento e \u201carredamento\u201ddella tana sotterranea.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gestione in gabbia<br><\/strong>Il degu \u00e8 un animale sociale, che andrebbe gestito in gruppo; l&#8217;acquisto di un solo esemplare \u00e8 quindi sconsigliato, poich\u00e9 animali soli soffrono facilmente di solitudine.<br>Va abituato sin da piccolo ad essere maneggiato, in caso contrario potrebbe rimanere diffidente nei confronti del proprietario; una volta socializzato si rivela un animale molto docile e affettuoso.<br>La gabbia ideale dovrebbe essere sviluppata in altezza ed arredata su pi\u00f9 piani, con rami e supporti su cui i degu possano arrampicarsi. Sistemando il cibo a varie altezze soddisferemo un&#8217;esigenza basilare dell&#8217;animale, la ricerca di cibo, e li terremo impegnati evitando che si annoino.<br>Le dimensioni dipendono dal numero di animali, ma devono essere abbastanza ampie da garantire un&#8217;adeguata attivit\u00e0 fisica.&nbsp;&nbsp;<br>Come per altri roditori, la caratteristica fondamentale della gabbia \u00e8 che sia a prova di&#8230; morso! Gabbie in acciaio e plastica dura, facilmente lavabili, garantiscono una casa sicura e a prova di fuga.<br>All&#8217;interno della gabbia, oltre ai rami e alle piattaforme sopraelevate, possono essere collocate una ruota a fondo pieno, una o pi\u00f9 tane, meglio se collegate fra loro tramite tubi di plastica, in modo da simulare un nido comune.<br>Il fondo deve essere morbido e non polveroso (fieno, trucioli, pellettati di carta o carta a pezzi), e deve essere cambiato frequentemente (almeno una volta a settimana).<br>Per il benessere e la pulizia degli animali \u00e8 fondamentale il \u201cbagno di sabbia\u201d; apposita sabbia per cincill\u00e0 andr\u00e0 posta in una cassettina a bordo basso, e lasciata a disposizione mezz&#8217;ora al giorno almeno una volta a settimana! Potrete cos\u00ec ammirare i vostri animali mentre si rotolano nella sabbia per pulire a fondo il pelo!<br>La temperatura ideale per questi animali \u00e8 di 18-20\u00b0, temperature troppo alte possono portare a colpi di calore e morte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alimentazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante sia un roditore, come la cavia il degu \u00e8 un erbivoro stretto, che in natura si nutre di erba fresca, piante, germogli, corteccia e a volte semi e frutta, che si procura anche arrampicandosi sugli alberi.<br>La base alimentare migliore \u00e8 pertanto l&#8217;erba fresca, che si pu\u00f2 raccogliere in qualsiasi prato, purch\u00e8 non sia contaminato da pesticidi. Associata all&#8217;erba, \u00e8 fondamentale la presenza di un fieno di ottima qualit\u00e0, sempre fresco e non polveroso, che deve essere lasciato a disposizione giorno e notte.<br>La dieta pu\u00f2 essere integrata con verdure fresche (cavoli, verze, peperoni, tarassaco, sedano, indivia, finocchio e radicchio ecc.)&nbsp;ben pulite e a temperatura ambiente, e l\u2019aggiunta di rametti con corteccia e germogli (quercia, pioppo, castagno, faggio, salice, vite) \u00e8 molto gradita e offre inoltre agli animali uno svago in pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alimenti<\/strong><em><strong> <\/strong><\/em><strong>controindicati<\/strong><em><strong>:<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Semi, cereali e carboidrati vari (pane, biscotti, grissini ecc.)<\/li>\n\n\n\n<li>Snack per roditori con semi, cereali, miele ecc.<\/li>\n\n\n\n<li>Dolciumi (che possono fra l&#8217;altro causare cataratta e cecit\u00e0).<\/li>\n\n\n\n<li>Cibi fritti, cotti o salati.<\/li>\n\n\n\n<li>Latticini<\/li>\n\n\n\n<li>Melanzane, pomodori e patate.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L&#8217;acqua deve sempre essere lasciata a disposizione, in ciotoline o in beverino a goccia, e deve essere cambiata quotidianamente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come maneggiare il Degu<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La prima, importante cosa da sapere \u00e8 che non bisogna mai afferrare il degu per la coda, perch\u00e8 la pelle della coda si potrebbe staccare lasciando scoperte le vertebre. Questo \u00e8 un meccanismo di difesa simile a quello di alcune lucertole, ma a differenza di queste ultime, il degu non \u00e8 in grado di far ricrescere la pelle.<br>Per sollevare un degu, bisogna circondargli delicatamente il torace con una mano, usando l&#8217;altra per sostenere gli arti posteriori.&nbsp;<br>Se l&#8217;animale non \u00e8 socializzato potrebbe mordere, ed occorre autocontrollo per non lasciarlo cadere, in caso di animali aggressivi si possono spostare attraverso dei contenitori o dei barattoli.<br>Anche il Degu va dal veterinario<br>Per questi animali non sono previsti vaccini, ma \u00e8 bene fare una visita subito dopo l&#8217;acquisto e delle visite di controllo periodiche, almeno una volta all&#8217;anno.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Quando allarmarsi:&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Quando il degu non mangia<\/li>\n\n\n\n<li>Quando il degu non defeca o ha diarrea<\/li>\n\n\n\n<li>Quando respira male<\/li>\n\n\n\n<li>Quando si mostra estremamente abbattuto<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Il degu \u00e8 un roditore diurno originario dell\u2019America latina; come dice il suo nome, si trova nelle montagne boscose delle Ande cilene, arrivando a colonizzarle anche ad alta quota; la sua presenza \u00e8 segnalata sia nelle aree subtropicali del nord che nelle zone pi\u00f9 remote e fredde del sud, passando per le aree temperate [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":491,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"class_list":["post-578","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/578","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=578"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/578\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":820,"href":"https:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/578\/revisions\/820"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vetbardolino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}