Cincillà

  • Classe Mammalia 
  • Ordine: Rodentia
  • Sottordine: Hystricomorpha
  • Famiglia: Chinchillidae 
  • Genere: Chinchilla
  • Specie: C. lanigera
  • Vita Media: 15 anni
    Peso: 400-500g maschio, 600-800g femmina

Introduzione

Il cincillà proviene dalla zona montuosa delle Ande, che occupa fino ad alta quota (la sua presenza è stata segnalata fino a 5000 metri) riuscendo, grazie alla folta pelliccia, ad adattarsi ai climi freddi delle montagne d’inverno, e ad evitare la dispersione di acqua d’estate
In natura possono formare gruppi anche molto numerosi, tranne che durante la stagione degli accoppiamenti, in cui le femmine possono attaccare le rivali ed anche i maschi.
La loro natura socievole gli permette di creare legami molto solidi con i padroni umani, con cui amano interagire.
La pelliccia, molto folta (fino a 50 peli per ogni follicolo pilifero!) e morbida, di solito è di colore grigio; la selezione dell’uomo ha portato ad avere molte altre colorazioni in cattività, fra cui:

I cincillà sono, come detto, animali molto socievoli, è quindi possibile gestirli in coppie o piccoli gruppi; generalmente una coppia formata da un maschio sterilizzato e una femmina non crea problemi, mentre coppie di animali dello stesso sesso possono litigare una volta raggiunta la pubertà.

Gestione in gabbia

I cincillà sono saltatori molto abili, e possono spiccare salti fino ad altezze notevoli senza il minimo sforzo. La gabbia in cui verranno alloggiati dovrà quindi avere sviluppo verticale, ed essere abbastanza ampia da permettere agli animali di fare movimento, motivo per cui si sconsiglia di utilizzare gabbia di misure inferiori a 1,60 x 80 x 60 per un singolo esemplare (le dimensioni andranno aumentate in base al numero di animali). 
Sfruttando lo sviluppo verticale della gabbia si possono sistemare più piani, che serviranno ad aumentare la superficie calpestabile e a soddisfare i bisogni di saltare degli animali. 

Il materiale della gabbia deve essere a prova di… denti, vanno quindi bene le gabbie in metallo, mentre le gabbie in plastica morbida o legno saranno letteralmente rosicchiate e permetteranno la fuga degli animali.
Per quanto riguarda il substrato, si possono utilizzare materiali atossici, morbidi e non polverosi (ad esempio paglia, pellettato di carta riciclata, truciolo ecc.) che devono essere periodicamente sostituiti in modo da mantenere l’ambiente il più pulito e sano possibile.

I cincillà, soprattutto se ben socializzati con le persone, amano essere lasciati liberi per la stanza per qualche ora al giorno, in modo da poter fare attività fisica e svagarsi (cosa fondamentale soprattutto se gestiti in gabbie piccoli); quando sono in libertà vanno costantemente vigilati per evitare che si facciano del male, e la stanza va “messa in sicurezza” eliminando tutte le possibili fonti di pericolo, come piante tossiche o detersivi, cavi elettrici scoperti, scale o finestre aperte.
L’arredamento della gabbia deve prevedere uno o più rifugi (che possono essere delle cassette di legno di adeguate dimensioni), delle ciotole per il cibo ed uno o più abbeveratoi a goccia per l’acqua; opzionale (soprattutto se si libera per la stanza) ma comunque gradita può essere una ruota da roditori a fondo pieno, per permettere all’animale di fare attività.

Il bagno di sabbia

Per una corretta pulizia della pelliccia, i cincillà sono soliti fare bagni di sabbia quotidiani. In commercio esistono vari tipi di sabbia apposita, da sistemare in vaschette abbastanza larghe da permettere all’animale di rotolarvisi dentro. Dopo il bagno la vaschetta andrà tolta, per essere riproposta il giorno successivo.

Alimentazione

A differenza di altri roditori, il cincillà è un erbivoro obbligato, che grazie all’intestino molto sviluppato e ad una flora batterica intestinale specializzata, riesce a digerire la cellulosa. 
La base dell’alimentazione è il fieno (fresco e di ottima qualità), a cui si può aggiungere una modesta quantità di pellettato per cincillà (a base di erbe, senza cereali e di buona qualità) o in assenza di mangime specifico del pellettato vegetale per cavie o conigli.
A differenza di cavia e coniglio, l’assunzione di verdure o frutta fresca deve essere molto limitata, ed ogni cambio alimentare dovrà essere graduale in modo da evitare squilibri intestinali e conseguenti problemi digestivi.
Per favorire il consumo degli incisivi è opportuno lasciare a disposizione dei rametti da rosicchiare. 

Gli alimenti controindicati, che non vanno offerti mai, neppure in piccola quantità, sono:

  • miscele di semi, cereali, carrube, fiocchi di cereali, mais,
  • frutta secca (arachidi, nocciole, mandorle ecc.),
  • carboidrati (pane, grissini, biscotti, ecc.), dolciumi, cioccolata,
  • patate, parti verdi di patate, pomodori e melanzane,
  • pannocchie,
  • avocado,
  • pellet per conigli a basso contenuto di fibra,
  • snack commerciali (barrette di cereali, caramelline allo yogurt
  • prodotti contenenti latte.

L’acqua, sempre fresca e cambiata quotidianamente, deve essere lasciata ad disposizione in beverini a goccia.

Cambi di alimentazione

I cambi di alimentazione vanno fatti sempre con molta gradualità, per abituare l’intestino. I nuovi alimenti vanno introdotti poco alla volta, controllando che le feci si mantengano normali. Fa eccezione il fieno, che può essere offerto subito in quantità illimitata, e le miscele di semi e cereali che vanno tolte subito.

Come maneggiare il cincillà

I cincillà, soprattutto se non ancora abituati al contatto con l’uomo, sono molto paurosi e si spaventano facilmente. 
Una maniera corretta di afferrarli, senza avere spiacevoli conseguenze quali fratture o perdite di copiose aree di pelo, è quella di afferrarli per la base della coda, sostenendo il corpo con la mano.
In linea di massima è meglio un approccio più delicato, lasciando che sia il cincillà a decidere quando farsi toccare.

Anche il cincillà va dal veterinario

Per questi animali non sono previste vaccinazioni, ma è opportuna una visita presso un veterinario specializzato in animali esotici subito dopo l’acquisto, in cui far eseguire anche un esame delle feci.
Il controllo dei denti va eseguito almeno una-due volte all’anno.